Roberto Dalla Bona
Mette in scena la fotografia come un incontro instabile tra estranei, in cui lo spazio pubblico sostituisce l’intimità domestica e la parola emerge come traccia di una relazione negoziata.
La serie concepisce la fotografia come un atto relazionale e linguistico: l’immagine non precede la parola, ma la incontra. Ogni scatto è il residuo visivo di una negoziazione, un frammento di dialogo che rende visibile la tensione etica e politica del fotografare nello spazio pubblico.
Le immagini non documentano semplicemente dei volti, ma registrano il momento in cui il gesto fotografico viene accettato, rifiutato, contrattato o interrotto.
Esterno con gruppo di famiglia
Roberto Dalla Bona
Mette in scena la fotografia come un incontro instabile tra estranei, in cui lo spazio pubblico sostituisce l’intimità domestica e la parola emerge come traccia di una relazione negoziata.
La serie concepisce la fotografia come un atto relazionale e linguistico: l’immagine non precede la parola, ma la incontra. Ogni scatto è il residuo visivo di una negoziazione, un frammento di dialogo che rende visibile la tensione etica e politica del fotografare nello spazio pubblico.
Le immagini non documentano semplicemente dei volti, ma registrano il momento in cui il gesto fotografico viene accettato, rifiutato, contrattato o interrotto.







